martedì, 31 ottobre 2006, 16:29
Ho avuto la mia prima conference call.
Led by me.
IO ho dovuto aggiornare il brand manager dell’Irlanda sullo status di 3 progetti. Progetti che sono sotto la MIA responsabilità.
Insomma: ad Aprile, sugli scaffali dei maggiori supermercati inglesi ci saranno tre nuovi prodotti.
E il design lo sviluppo io.
E il colore lo scelgo io.
Cosi come scelgo dove metto la foto della barretta sul pacco.
Dici nulla.
Questo è potere!
 
Amo alla follia il mio lavoro!

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venerdì, 27 ottobre 2006, 16:51

Devo ancora riprendere fiato....
Sono appena uscita dall'ufficio del capo. Ma non il capo diretto....il capo capo.
Questo mi chiama dentro e mi fa: "dimmi cosa ne pensi di questi nuovi design"
Lavori creativi su un brand che non conosco (ancora non benissimo, me ne occuperò da Venerdi) che non ho seguito dall'inizio e di cui non conosco l'obiettivo (dei lavori creativi).
Presente quelle persone che fanno domande a raffica? Dirette, drastiche, che sono al limite dell'essere rudi? Che ti spingono a parlare sempre più veloce, a dire cose che non hai nemmeno il tempo di elaborare nella tua testa, ma le sputi semplicemente fuori?!
Ecco.....in più ci si aggiunga l'accento americano.

Alla fine, dopo che io quasi ansimavo dalla fatica del confronto, mi dice che è d'accordo con me, a parte per una cosa e mi dice: "well done. Keep going and you'll do great"

fffffffffff................la ruota mi si è gonfiata tutta!

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venerdì, 27 ottobre 2006, 10:30

Il teatro ieri sera era scarso. Cioè quei teatrini di periferia. Però la collega era bravina: bella voce (era un musical), brava a ballare. La cena che ha rpeceduto lo spettacolo era ad un ristorante francese. Una cena piacevole. Le voglio invitare a casa mia per una cena italiana.
Giovedi prossimo poi l'azienda ha organizzato questa serata "Casino Royale" in omaggio al nuovo James Bond (jnterpretato finalmente di nuovo) da un inglese e quindi orgoglio nazionale.
Insomma: verrà allestito un vero e proprio mini casino nella hall aziendale, con tanto di champagne e cena di gala.
Poi stamattina arrivo alla scrivania e mi trovo una di quelle bamboline russe, quelle in legno che si aprono e ne trovi sempre una più piccola, con dentro un invito per una serata di galaa (black tie diece l'invito!) allo stadio di manchester per la "cena russa di Natale".

Sono ormai convinta che in questa azienda mi divertirò e rimmarrò anni!
(perchè cho crede che non ci si debba divertire al lavoro, non ha capito nulla della vita)

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giovedì, 26 ottobre 2006, 17:08
Ho scoperto ora, leggendo il "corriere online" che Bruno Lauzi è morto....
Mi dispiace.....le sue canzoni mi piacevano (genere estate anni '70)
Eppoi sembra che avesse scritto questa canzone per mia madre...

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giovedì, 26 ottobre 2006, 12:12
Comincio ad ingranare al lavoro.
E d’altronde non è che abbia molto altro da fare nella giornata.
Sono sola.
Arrivo a casa e mi guardo intorno. Ho già ormai la mia routine, la prima mezz’ora/ora la passo a pulire. Ogni giorno una cosa diversa: aspirapolvere, bagno, stiro, cucina, e cosi via.
Mi piace il mio appartemento pulito e profumato.
Una rarità in Inghilterra.
Poi mi dedico a me: mi strucco, mi faccio la doccia, mi incremato (almeno tre creme per il corpo, uno per ogni parte diversa)
Poi mi guardo lo sceneggiato, mi telefona crucchino, cucino, mangio, guardo film e poi a letto.
Descritta cosi è un pò trisite. E forse è vero. Il prezzo del vivere da soli.
Anche vero che a me dà molta soddisfazione il fatto di vivere a Manchester, in una delle più belle zone della città, in un bel palazzo moderno, avere un bel lavoro, essere indipendente, etc...
Immagino semplicemente che piano piano mi farò degli amici. Già stasera vado a teatro con 5 colleghe.
Ho in programma di iscrivermi alla palestra interna aziendale, un corso di cucina e a febbraio Spagnolo (cosi` magari arrivo a 4 lingue parlate)
Crucchino poi viene ogni weekend (anche perchè si deve far perdonare)
Alla fine sono fiera di me.
Non ha molto senso questo post, ma mi andava di scrivere questo, questo che penso e che mi ripeto ogni tanto per farmi coraggio.
Perchè ho imparato che per essere fieri di sè, per costruirsi una vita, qualunque sia, bisogna fare dei sacrifici. Bella scoperta. Eh si, ma non vuol dire bere un cocktail invece che due il sabato sera o non comprare quel paio di scarpe che ci piace tanto. Vuol dire mettersi alla prova. Spingersi deliberatamente in situazioni che si sa saranno difficili, set the target a bit higher. Le cose non piovono dal cielo. La tua vita non pioverà dal cielo. Non dico ovvietà; probabilmente ogni singola persona in mezzo alla strada o chiunque mai leggerà questo blog pensa: “certo, è cosi, si sa”.
Ma quanti lo fanno?
Quanti spingono il proprio destino?
Quanti vanno a letto la sera senza quella piccola vocina, in un angolo nascosto della testa, o forse coscienza, che dice “ma è proprio questo quello che vuoi fare?Ma sei sicuro che non puoi fare un pò di più?”.
Secondo me ben pochi.
Lo dico perchè ancora una volta sono preoccupata per mia sorella.
Lei è più intelligente di me, e di un tocco.
Molto più ancorata alla vita sociale e allo stare al mondo (io mi sento spesso un pesce fuor d’acqua)
Con una fantastica dote di sapersi esprimere (nello scrivere, nel parlare) quando vuole
Una buona dose di cinismo (che io ho sempre apprezzato)
Eppure è una di quelle persone che sicuramente si mostra d’accordo con quanto detto, sicuramente afferma di avere aspirazioni/sogni....perchè non farlo, chiunque lo sa, sarebbe come ammettere di esseri mezzi morti, poco interessanit...chi mai direbbe: “No, io non ho un sogno, non ho un’aspirazione, vivo tanto per vivere”?!
Eppure lei, purtroppo, è una delle molte che sta li, seduta.
Da anni ormai.
E aspetta.
Non so bene cosa, perchè questo è vero: io non posso leggere dentro di lei.
Ma posso guardarla.
È infelice, nervosa e sa che non sta vivendo a pieno la vita.
Glielo si legge in faccia.
E lo si legge nei suoi gesti.
Negli ultimi 5 anni forse la cosa più pericolosa che ha fatto è andare in vacanza in Spagna un mese (vacanza studio). L’unica volta che mi viene in mente in cui abbia messo alla prova se stessa.
Non voglio giudicarla.
Quello che faccio io non è “il bene assoluto”. Vorrei solo vederla seguire un sogno, spaccarsi il culo e il muso per arrivarci. Piangere la sera perchè ha paura di non riuscire o perchè li per li non gli riesce come vorrebbe. Vorrei vederla fiera di se stessa.
Invece no.
Ha scelto un università che preparava per fare un lavoro ben preciso (l’interprete) che nuo vuole fare. Pazienza. Non cosi grave, pensavo io. Finisci, perchè hai cominciato (e per giustizia verso i soldi del daddy) eppoi prendi una strada a tua scelta, ben precisa.
Invece sembra che finiti i tre anni, sempre che ce la faccia, vuole mollare tutto e anadare a fare la cameriera o la commessa.
Non ce l’ho con il lavoro in sè, ma con la motivazione della scelta.
Questa non è “voglio fare la commessa perchè mi è sempre piaciuto, per apririmi un domani un mio negozio o blablabla”. No. La motivazione è “non ho voglia di fare nulla, la commessa è la scelta più ovvia e semplice” (apparantemente parole sue).
Ci sono rimasta male.
Ho provato a scriverle una breve mail in cui la incoraggiavo a provare qualcosa di più stimolante...non mi ha risposto. Fair enough. Penserà che volevo farle la lezione, che mi sento migliore di lei. Forse è anche vero, sicuramente volevo farle la lezione. Come i miei me l’hanno fatta a me innumerevoli volte. Che c’è di male? Se sei abbastanza intelligente ascolti, almeno con un orecchio.
Spero che abbia almeno in parte ascoltato.
Perchè so che non seguire un proprio sogno, non avere aspirazioni ti distrugge e non voglio che le succeda questo.

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martedì, 24 ottobre 2006, 17:25

Terza settimana al lavoro. Tutto fila liscio. Io mi grogiolo nella riscoperta felicità di poter avere un pranzo degno di questo nome (mensa fantastica, considerando lo standard inglese). E approfitto anche dei cereal snacks che produciamo e si possono trovare abbondanti in giro per gli uffici...un pò l'albero della cuccagna.
Ecco prendo questo che ha una bella mela sulla scatola, dove si dichiara "frutta" e "poco zucchero", mi dicevo.

Poi oggi, durante un meeting con altri brand manager, mentre si discute sulla possibilità di introdurre un certo claim salutistico sulle scatole, il mio capo dice: "con la quantita` di grassi saturi che ha questo snack (quello alla mela) mica ce lo possiamo scrivere"

Mi sono finalmente spiegata il chilo che ho preso nella scorsa settimana.

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lunedì, 23 ottobre 2006, 12:28
Ieri ho promesso.
Di fronte alla tenacia e responsabilità dimostrata da Hellen negli ultimi anni, in cui ogni mese metteva da parte anche solo £10, pur non avendo soldi, io mi sono sentita una merda.
E ho promesso.
Ho promesso che anche io metterò da parte i soldi.
Basta con lo shopping selvaggio, basta con il comprare tutte quelle cagatine di cui vado pazze.
Ho promesso che avrei cominciato a mettere da parte almeno £100 al mese, che me lo posso permettere tranquillamente, se appunto smetto di fare shopping.
 
Poi ieri ho controllato il mio bank account.
Mi hanno ridato la caparra dell’appartamento dove stavo prima.
Il mio conto è a quattro cifre (tolto l’affitto) e io all’improvviso mi sono ricordata una frase che Carrie disse in una puntata di Sex&The City:
“I miei soldi li voglio là dove li posso vedere: tutti appesi nel mio armadio”
Appunto.

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lunedì, 23 ottobre 2006, 10:11
La migliore amica del mio ragazzo assomiglia a Milla Jovovich. Solo che è più bella.
sembra una battuta ma a me è venuto il coccolone quando l’ho vista entrare. E come a me anche a circa tutti gli altri 150 uomini presenti nel locale. Presente quelle scene da film? Quella scena che ogni donna spera, un giorno o l’altro capiti a lei? Quella in cui entri in un posto e, mano a mano che cammini, ti si girano tutti a guardarti, scattano i commenti degli uomini, le gomitatine, i sorrisini. Ecco questa reazione ha suscitato lei, entrando nel pub insieme al mio uomo.
Gli sguardi di pietà delle mie amiche intorno non hanno aiutato nemmeno.
Sapere che lui ha un rapporto splendido con lei, ha pure peggiorato la già la tragica situazione.
Non avevo mai provato la gelosia, e questo lo dico per certo, perchè quella sera, sì che l’ho provata, eccome se l’ho provata. Un calore, anzi bruciore che è partito dalla pancia e mi è arrivato fino in gola.
 
Credo di aver esercitato una pazienza e savoir faire da manuale, considerando anche che la valchiria era sbronza e voleva diventare la mia migliore amica.
Aspetta e spera.
Devo ancora riprendermi dal week end, anzi settimana di merda che ho passato.
Di emozioni ne ho provate molte, tutte negative: mi sono sentita abbandonata, tradita, umiliata, presa per il culo, e cosi via.
Sapere finalmente la ragione del mio calvario non e` stato di consolazione, anzi.
Ma ho deciso di guardare il lato positivo: almeno me l’ha detto, per una volta ha parlato, per una volta ha spiegato le ragioni del suo comportamento.
E io per una volta ho perdonato (con grande stupore di chi mi conosce bene).
Ma sono stata chiara: prima e ultima volta.
 
Un altro errore così, Silvano, non te lo perdono. Dico sul serio.
 
E non ti aspettare nemmeno che torni tutto come prima in 24 ore. Un pò te la dovrò far pagare e un pò dovrò ancora perdonarti.
 
Sono contenta di essere di nuovo al lavoro e che il week end sia finito....non credevo l’avrei mai detto.

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venerdì, 20 ottobre 2006, 16:08

Non so cosa aspettarmi.
O meglio una cosa sicura da aspettare c'e`: il treno (che ironia eh?!) Torno a York.
L'ho promesso a Napule` che parte domenica e spero apprezzi il gesto, perche` ben poche persone meritano un tale mio sforzo.

Spero di non vederlo, ma so che ci incontreremo.
Spero che non mi chiami, ma so che lo fara`.

E intanto ho ricominciato a fumare.

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venerdì, 20 ottobre 2006, 13:20
Dopo discorsi senza senso, motivazioni perse nell'aria, cellulari spenti in coincidenza dell'arrivo di lei, non risposte a sms e tanto dolore (mio), stamattina mi ha chiesto scusa.....
SCUSA UNA SEGA !!!!!

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Utente: babynestle
Nome: Claudia
Chi sono...? la mia filosofia di vita è centrata sul bere, mangiare e dormire. Mio principale obiettivo è divertirmi e speed up through life. Ora immigrata, catapultata in un lavoro più impegnativo di quanto potessi mai immaginare di fare. Dovunque vada, vivo in centro. Abituata e cresciuta da principessa, mi adatto ad uno stipendio da dama di compagnia.

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