giovedì, 30 novembre 2006, 09:18
Io non c'ho voglia. Ma proprio zero. ma zero zero zero.
Primo l'avevo pensato come un week end di ragazze.
Secondo, conseguenza del punto primo, l'uscita doveva quindi essere "corposa".
Invece le infami mi hanno abbandonato. Tutte. Tranne lei.
La noia fatta ragazza con tanto di capelli biondi.
Il bello che nemmeno si è fatta viva.
Io ti invito, ti ospito....almeno mi aspetto un sms, una mail in cui mi dici a che ora arrivi domani.
O devo decidere io? Oppure ti aspetto a casa dalle 4 in avanti?
Niente...neppure risponde alle mail.
E se viene devo pulire casa, aprire il lettino, mettere le lenzuola pulite (che poi dovranno essere lavate), darle l'asciugamano pulito (altro lavaggio), uscire venerdi sera, spendere soldi in alcool (che quella se non s'ubriaca non vede senso nella vita), svegliarmi presto sabato mattina, portarla in giro a fare shopping (con il casino inglese degli acquisti Natalizi....indescrivibile).
Non c'ho voglia
Si lo so che ho detto che mi mancano le amicizie, che sono un'orsa, che dovrei impegnarmi di più nella vita sociale. Ma questa mi fa venire il latte alle ginocchia!
Io aspetto le 3 del pomeriggio.....se non la sento, compro il biglietto per York....d'altronde dopo le 4 costa di più.....
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venerdì, 24 novembre 2006, 09:32
Vivo la settimana come se fosse un passaggio, un momento, un ponte verso quello che mi interessa di più: il week end. Mi sommergo di lavoro, occupo la mente, gli occhi e l’anima con argomenti che mi convinco siano di importanza estrema, che mi trascinano e coinvolgono fino ad arrivare a sera. È un vortice a cui mi abbandono volontariamente. Per non pensare, per non sentirmi sola. E organizzo le serate, e andiamo al mercatino di Natale e a teatro. Si parla della grande festa per Natale, e ci si promette di andare insieme a cercare il vestito adatto. Mi chiedono una cena italiana, cucinata da me. Organizzeremo. Però loro non sono famiglia. Loro non sono amici. Sono piacevoli conoscenze. Ma loro hanno una famiglia da cui tornare, amici con cui confidarsi ogni sera. Quindi corro, corro durante la settimana. Quando poi finalmente in quei due giorni cosi corti, ma cosi lunghi insieme, mi ritrovo a parlare con TE, mi ritrovo nei tuoi abbracci e mi ritrovo di nuovo nelle mie confidenze. In quei due giorni ricordo il mio legame con l’Italia, parlo con la mia famiglia, chiedo del tempo, dei programmi televisivi, di come sono vestiti. Mi sento più vicina. Li sento più vicini. E a turno, finalmente, chiamo i miei pochi ma importanti amici. A turno. Per non essere invadente. A turno, per essere sicura di chiamarli tutti. Per lasciare del tempo, per avere qualcosa da raccontare e da sentirsi raccontare.
A quel punto sono pronta per un’altra settimana.
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giovedì, 23 novembre 2006, 17:14
Ma se uno scrive un blog, e lascia aperti i commenti, anzi: richiede gli stessi, non significa forse che lascia aperte anche le porte alla discussione?!
E allora se io, in tale situazione, lascio un'opinione senza parolacce (www.splinder.com/myblog/comment/list/9906149), insulti, critiche ma solo appunto una personale osservazione (si potrebbe criticare un pò troppo diretta o acidula come mio solito)....perchè vengo poi trattata come una pezzente, criticata e cordialmente mandata a fanculo?!
Allora chiudete i commenti !!!
Ps: a me le persone che fanno cosi mi stanno altamente sul cazzo....quelle classiche che non accettano nemmeno un "però" nella loro vita. Poi si chiedono, invidiose, come mai altre persone hanno più successo di loro nella vita....perchè forse sono più umili?!
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mercoledì, 22 novembre 2006, 17:42
Io che sono le 17.35 non ci credo. Piuttosto mi si deve essere fermato l’orologio del pc e da polso ... che poi entrambi alla stessa ora l’è un caso. Saranno almeno le 11 di sera. Sennò non mi spiego perchè mi si chiudono gli occhi, ho la testa che mi fa male e fare 2+2 mi sembra difficile quanto risolvere problema di statistica come si faceva in uni.
Sono stanca ma felice. Pianifico promotions, press adverts, serate, nuovi design, muovo centinaia di migliaia di pound (vabbeh: prima il capo me li controlla), pianifico, controllo e decido (qualche volta calcolo...!)
Lunedi sono a Londra a parlare con un regista che arriva direttamente da L.A, dove poi gireremo lo spot televisivo. È una gran figata. Buonanotte.
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lunedì, 20 novembre 2006, 11:20
Mi mancano dal conto circa £350 (l'equivalente di 500€), in compenso nulla di nuovo è entrato nell'armadio.
Come si spiega?!
Semplice: un fidanzato vanesio e spendaccione a cui non funziona la carta di credito ma a cui basta sbattere le lunghe cigliona bionde per avere immediato accesso alle casse della ben più giudiziosa dolce metà.
Ovviamente adesso calcolo gli interessi da applicargli.
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venerdì, 17 novembre 2006, 10:22
Ma cacchiarola....quando arriva il week end?!?!?
Mi sono stufata di fissare lo schermo con occhi da braciola affumicata ....(00)
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giovedì, 16 novembre 2006, 12:41
Nell’estate del 2003 stavo facendo uno stage. Avevo scelto l’estate perchè pigra come una marmotta quando va in letargo, sapevo che se l’avessi fatto durante l’anno accademico avrei perso quel semestre e aggiunto tasse alla già salata bolletta universitaria. E sopratutto il daddy mi avrebbe per questo strappato le unghie una a una.
Insomma, stavo quindi facendo lo stage e come tutte le stagiste no, non mi sono ritrovata sotto una scrivania (capito il riferimento?!) ma a Bologna. Dovevo infatti passare una giornata con uno dei venditori dell’azienda. Perchè a Bologna non l’ho mai capito, visto che Milano avevamo quelle 4-500 farmacie (lavoravo per la Vichy). Comunque arrivai a Bologna sotto una pioggia torrenziale (alla faccia dell’estate) e trovai il venditore ad aspettarmi alla stazione. Un ometto di circa un metro e cinquanta-cinquantacinque e intorno ai 70 kilozzi, di cui una buona quarantina erano sulla pancia. A completare il quadro vi era una bella capoccia pelata e lucida come il marmo, mocassini marroncini chiari tamarrissimi e una bella risata contagiosa. Insomma un soggetto da Bologna. Mi portò in giro per le farmacie, mi spiegò il suo lavoro, per la cronaca noiosissimo e arrivammo finalmento all’ora di pranzo. Io mi aspettavo un panino al bar della piazza. L’ometto invece, di cui non ricordo purtroppo più il nome, mi portò in un bellissimo ristorantino, sulle colline bolognesi, da cui si godeva una vista ben più che conciliante per il pranzo a venire. Sedemmo come dei re nel portico centrale (aveva smesso di piovere) e mangiammo come dei porci alla tavolata. Il tutto accompagnato da un vinello rosso che mi dette non pochi problemi quando poi scendemmo a valle con tutte quelle curve. L’ometto si rivelò ben simpatico, mi fece veramente ridere e rivelò anche di essere stato DJ da giovane e anzi di aver anche suonato con il Vasco che all’epoca era appunto nella sua compagnia di amici. “Quello l’era un bel drogato anche all’epoca”, aggiunse. Come se volesse sorprendermi. Capirai. La giornata alla fine si rivelò piacevolissima e la ricordo ancora adesso con un sorriso.
Comunque tutto questo rimembrare per dire che nei due precedenti giorni sono stata in giro per supermercati con venditori di questa azienda. Il primo giorno pioveva pure questa volta, con un freddo bastardo quando questo bel giovanotto è passato a prendermi, vestito bene e con una bella macchina. E già qui aveva la mia attenzione. Appena saputo che ero italiana ha cominciato a decantare le lodi della cucina italiana, raccontare che da giovane (aveva 24 anni!) aveva per un momento deciso di diventare chef ma che comunque tutt’ora dedica molto tempo a cucinare, come mangi sano e sia ossesionato dalla cucina curata. Sorpresa e delighted (come dicono qui) pensavo di aver trovato un mio simile, un amante della buona cucina, cosa rara come una giornata di sole qui in uk. Inevitabilmente mi è tornata alla mente l’esperienza di cui raccontavo sopra e ho cominciato a sperare nella scoperta di un qualche piccolo gioello nascosto di ristorantino nella zona, ho cominciato a credere che in UK esistessero persone che avessero actually qualche papilla gustativa.
Me illusa. Alle due e un quarto di pomeriggio il fredifrago, e a questo punto sospetto bugiardo, inglesaccio si è fermato lungo una strada lugubre e senza fama, a prendere un panino che poi abbiamo consumato seduti in macchina, parcheggiati sul bordo corsia.
Ho pure rischiato uno shock anafilattico a causa delle uova nascoste nell’insalata del mio panino.
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lunedì, 13 novembre 2006, 17:06
Aggiunta al precedente post.
Bottino del week end (che detto cosi suona proprio piratesco):
- girocollo in oro bianco con pendente a forma di "C" coperto di diamantini (regalo di compleanno)
- Cappottino rosso anni 70 (zara, ma troppo bello)
- stivali neri alti (ma alti!) con bel tacco...che già oggi, tanto sono belli, tutte le colleghe hanno notato
- maglioncino di Prada di cashmere beige (di mia mamma ma lei non lo mette più.....come nuovo per me!)
- attacappanni (quando si ha una nuova casa e i parents ti comprano qualcosa per la stessa....è una figata)
- stand in metallo per mettere tutti i miei capottoni e tailleur che pesano una valangata e stavano tirando giù l'armadio.
Eppoi non mi ricordo.....cose varie.....tipo un maglioncino corto di un blu stupendo, con una pinza come fermaglio per chiudere, che mia sorella aveva puntato da H&M.....
Insomma....quando i miei se ne vanno io mi risento povera di nuovo.....e capisco che mia sorella non è cosi scema come credo....anzi! Probabilmente ha capito tutto nella vita ed è per quello che continua a vivere a casa dei miei e a non fare nulla.
Managgia a me che ho voluto fare l'indipendente!
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lunedì, 13 novembre 2006, 16:44
Arrivati e partiti. Come passano veloci due giorni. I miei genitori si sono trovati bene. Oddio, la remarque del daddy su “quanto faccia schifo questa città” m’è pesata un attimo, ma purtroppo ha ragione. Non c’è nulla da vedere. A parte due chiesette e qualche museo (che però non ha mai interessato i miei).
Abbiamo passato due giorni a girovagare tra negozi, come detto vanto della città, e nelle due strade più belle. Parlato tanto, riso tanto e litigato un paio di volte. Ma se quei due non si scannano una volta ogni due giorni, non sono contenti. È il loro modo di volersi bene.
Mi hanno però viziata da fare schifo questo weekend. Eh no, non è una bella cosa. Era imbarazzante. Persino il latte hanno voluto pagare. Quando fanno cosi mi sento in colpa perchè non vorrei pensassero che voglio che vengano a trovarmi solo per quello.
Quando invece è solo perchè ho genuinamente bisogno di sentirmi per qualche giorno di nuovo parte della mia famiglia. Nel modo più stupido ed elementare che ci sia: mia mamma che pulisce, che mi rimprovera, loro che litigano e mio padre che si addormenta sul divano.
Spesso mi sento sola.
Ogni tanto mi dico che ad un occhio razionale la mia vita manca di quella parte che chiamano “emozionalità”: non ho qui la mia famiglia, non ho ancora amici in questa città e cmq mi chiedo se quelli che erano miei amici back in Italy, lo siano ancora....data la lontananza e la scarsa comunicazione (colpa mia).
In più pure il ragazzo non fa parte della mia quotidianità, perchè in un’altra città.
Non ho ancora conosciuto una persona che non mi abbia espresso il suo stupore nel vedermi cosi giovane e cosi persistente nel voler rimanere via da casa. Tutti mi chiedono ma come fai? Ma non ti senti sola? Ma perchè sei qua?
Perchè era il mio sogno. Perchè è la mia autoprova che valgo qualcosa, che ce la posso fare e che posso essere diversa dalla massa.
E i momenti di solitudine passano quando ricevo un messaggio, una chiamata dalle persone a cui voglio bene che mi ricordano che mi pensano e che non mi dimenticano.
Sto costruendo la mia vita e la mia personalità...questa non può essere una cosa negativa...e arriverà il momento dove ogni singolo pezzo della mia vita combacerà a perfezione....anche quello delle amicizie.
Ci credo veramente.
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venerdì, 10 novembre 2006, 11:59
Finalmente Venerdi….peccato che la settimana non sia strutturata al contrario: due giorni di lavoro e 5 di week end....mah.
Stasera arrivano i miei....e io non so dove portarli durante il week end.
Manchester non è proprio una bella città. Non ha grandi monumenti o belle vie da esplorare.
In generale nessuna città in Uk può vantare tali cose, non almeno in scala “italiana”: prendi un qualsiasi paesino al nord, centro o sud....è praticamente un monumento di suo.
Con la sua piazza, la sua chiesa, viuzze, vedute varie. Qui mancano queste cose. Manchester è famosa per i suoi bar e vita notturna, e il suo shopping.
Dato che l’idea di mia mamma scatenarsi al suono di musica house è non solo imporponibile ma anche racappricciante, ci butteremo, per la mia gioia ma non quella di mio padre, sulla seconda scelta rimasta. Dilapidare i miei rimasugli sul conto.
Anzi, ora che ci penso dovrei anche prendere il regalo di Natale e compleanno anche allo svizzero. Accidenti a lui: odio quando uno nasce vicino a Natale. Cosi non solo gli si tocca prendere il regalo perchè è Natale ma anche per il suo compleanno.
Ricordo da bambina aver detto qualcosa a mio padre tipo pensa papà che bello se fossi nata vicino a Natale: avrei potuto avere due regali o un regalone. Mi ricordo ancora che lui invece sfatò subito ogni mio dubbio rispondendo che col piffero mi avrebbe fatto due regali. Uno solo per entrambi. Peggio per me se fossi nata sfigatamente vicino a tale festività. Anzi, ora che ricordo, l’essere nata a fine Settembre ha creato in passato qualche problema: qualsiasi regalone chiedessi, che poi regalone con i miei è un parolone, la frase, o direi ricatto, che seguiva era puntualmente: “guarda che questo vale anche per Natale (o mezzo Natale a seconda della misura del regalo)”....al che ci rimanevo sempre di merda e a nulla valeva puntalizzare che cmq Natale era a tre mesi di distanza, i perfidi genitori mi fregavano sempre con qualche risposta da adulti che io puntualmente mica capivo, ma che mi faceva incazzare come un’ape.
Sicuramente mio padre non mi ha mai viziata, non nel senso materiale. Per lui da bambina se avevo un paio di scarpe nere e uno da ginnastica, ero a posto. Non ha mai autorizzato intuili frivolezze. Ancora adesso mia mamma dopo 25 anni di matrimonio gli tiene nascosti gli acquisti e lo frega sempre con l’ormai famoso ritornello: “Queste?? Naaaah sono vecchissime. Le ho prese 2/3/5 anni fa in quel negozio....no ti ricordi?”
Non posso credere che mio padre ci caschi ancora. Farà finta.
Ritornando all' anche lui perfido svizzero che ha avuto il cattivo gusto di nascere vicino a Natale: mica si aspetterà il doppio regalo?!?!?!?!?!
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