mercoledì, 31 gennaio 2007, 09:00
Allora,
Se io credo alla mia bilancina che c’ho a casa, da quando sono tornata dale vacanze di Natale a oggi (stamattina alle 7.10 per la precisione) ho perso circa 4 chili (dico “circa” perchè non ho la bilancia super mega tecnologica che ti dice:” brutta grassona hai preso due etti”, ma quella tradizionale, con l’aghetto).
Dicevo: la bilancina decreta 4 chili in meno.
Mi è venuto un colpo.

Però i pantaloni non è che mi vadano molto più larghi....un pò, ma non molto (cazzo:4 chili in meno....dovrei navigarci dentro)

Cmq io continuo il mio regime: niente pasta o pane o riso o dolci (zucchero in generale), ma solo verdure, di tutti i tipi passando dall’avocado all’insalata, frutta, carne (rossa solo una volta a settimana) e pesce.
Ovviamente il tutto condito con....la palestra!
Forse è per quello che in i pantaloni non mi vanno cosi larghi: troppi muscoli!??!?! (Pfuuuu! A dire cosi scoppio automaticamente a ridere)
Per ora cmq funziona.
Ma non sono preoccupata troppo dei risultati.
Non è che faccio cosi per raggiungere un determinato peso/misura/taglia.
Voglio proprio cambiare stile di vita: questo è ormai il mio regime alimentare.
Ovviamente i primi tempi starò stretta, poi potrò concedermi una pizza a settimana o cmq una giornata un pò più rilassata.
L’unico risultato a cui tengo, di questa nuova mia piega di vita, è che sono infinitamente più sveglia la mattina, mi sento più leggera e attiva e la palestra è proprio un toccasana. Tutte cose molto più motivanti di un pantalone di una taglia.
Dovrò dire addio al mio vecchio e affezionatissimo culone.
Senza troppa nostalgia.

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martedì, 30 gennaio 2007, 17:09
Allora, il week end a Milano.
Sono rinata.
È stato, letteralmente, un reminder di quella che era la mia vita, fino a, ormai, due anni fa.
Ma cominciamo dall’inizio.
La cena (buffet) al Palazzo Bocconi (di cui non conoscevo l’esistenza fino a quella sera) è stata emozionante: avevo il “trac”, come i francesi descrivono la sensazione prima di salire su un palco per una performance.
In generale non sono mai a mio agio con molta gente intorno, ancora meno quando so che c’è un giudizio in ballo.
E il giudizio vi sarebbe stato: dopo tutto eravamo compagni di università, di classe che non si vedevano da due anni circa, e che sono sempre stati estremamente competitivi.
La riunione significava anche confrontare quello che si era raggiunto, il primo traguardo dopo tutte le fatiche dell’Università (è il caso di dirlo per la nostra classe che ottenne la media più alta della Bocconi per i 4 anni di corso).
Il gathering significava tuttavia ritrovare tante facce quasi dimenticate e rispolverare aneddoti, amicizie e ricordi quasi dimenticati.
Mi ha fatto estremamente piacere rivedere Benedetta, che sembra stare molto meglio dopo la sua lunga malattia.
Per niente cambiata Alessandra, o CocaCola, come io e Ila l’avevamo ri-sopranominata.
Edoardo c’era, cosi come Paolino, che invece non pensavo di trovare, che ovviamente era li più che altro per suonare, più che solo per l’evento sociale.
Tanta altra gente, tanti lavori diversi.
Chi ha seguito la direzione più conforme all’impostazione originaria del nostro corso, come Olivia e Beatrice che lavorano rispettivamente alla Triennale e a una fondazione culturale (ho scordtao il nome).
Chi si è invece dedicato a tutt’altro: Adele da Citygroup, Edoardo alla Total, e tanta altra gente in finanza o consulenza.
Solo altre due ragazze, come me, hanno optato per il marketing in grandi multinazionali.
Emozionante come riunione.
Bel discorso del direttore di corso, il tutto ambientato tra magnifici soffitti affrescati e decorazioni della Milano aristocratica di fine settecento.
La promessa di sviluppare un network di relazioni, anche lavorative.
L’impegno ri ricontrarsi periodicamente, nella pura tradizione americana, che la Bocconi ha sempre imitato.
 
Prima di mezzanotte, come due cenerentole, io e Ilaria siamo tuttavia scappate: Napulè ci aspettava in corso Como.
Li è cominciata la notte folle, sulle tracce di quella che era una volta routine per me.
Ancora mi sorprendo di quanto ho ballato.
Cosi come di essere salita sul bancone a farlo.... (maledetti camerieri del Loola....ti tirano su!)
 
Già presa la decisione: torno.
Verso fine Marzo, quando i voli non dovrebbero costare molto (partono tutti per Pasqua) e dopo un periodo frenetico al lavoro...sarà la mia giusta ricompensa.

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lunedì, 29 gennaio 2007, 13:44

Il discorsetto a mia sorella non l'ho fatto.
Non perchè non volessi, ma piuttosto per mancanza di tempo: ho passato a casa pochissime ore (di sonno) e minuti (di trucco e preparazione).

Il discorsetto l'ho fatto però a mia mamma perchè credo di aver individuato in lei (e anche nel daddy) la causa dell'indolenza guinnessistica (neologismo: da "guiness dei primati"!) di mia sorella.

Ricapitoliamo (come ho ricapitolato a mia mamma)
Se hai 23 anni e mezzo, ne hai spesi 4 e mezzo a fare una uni che oltre a non valere nulla (interpretariato allo IULM.....dai!) e in più che ti prepara a fare un lavoro specifico, che tu non vuoi fare.
Vivi a Milano, in casa dei tuoi, che ovviamente ti mantengono.
Gli stessi sono da poco partiti a vivere in Svizzera.
Però, la mamma effettua visite regolari al tuo nido (praticamente tutte le settimane) fermandosi in settimana e tornando a casa dal marito il week end.
Lasciando dietro il frigo ben pieno (la mamma fa la spesa), la casa pulita (perchè la domestica viene una volta alla settimana) e magari qualche soldino.
Ma, sopratutto, lasciando la casa libera per il week end.
Ora.....qualcuno si stupisce che questa non faccia nulla?!??!?!

Io no personalmente.
Da qui il discorsino alla mummy, ch si può riassumere cosi: "ma la pianti cazzo di andare giù tutte le settimane? E la pianti anche di farle la spesa?!?! La macchinina (nuova) ce l'ha, il super è a 300m, i soldi ce li ha....ma faccela andare!"
Può sembrare un discorso semplice ma mica per nulla mia sorella è cosi sorda e cocciuta: ha preso dalla genitrice.

Niente....mille scuse.
Secca la mia risposta: " e allora non vi lamentate primo, secondo cominciate a calcolare che ce l'avrete sul groppone ancora per anni, e terzo, comincia a pensare a un buon psichiatra perchè quella a 30 anni è in depressione".

Ora non mi parla più.
Qualcuno però doveva dirgliele ste cose.

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venerdì, 26 gennaio 2007, 08:57

Quasi il week end.....

Dai, teniamo duro.
Che questa settimana ho dato: in ufficio alle 7.30, pranzo ingurgitato, non so quante slide preparate....mannaggia al MD!

Ho fretta di arrivare a questo pomeriggio.

Ho fretta di tornare a Milano. Una tappa velocissima. Meno di 48 ore. Tante persone da vedere. Tante cose da raccontare e probabilmente ancora più da ascoltare. Peccato solo che non ci siano i miei.

Devo solo fare un discorsetto a mia sorella. Quello non riuscirò a evitarlo. Mia mamma già ha capito e provato a dissuadermi. "No, che poi litigate".

E allora? Anche se fosse? Che male c'è a confrontarsi? Perchè io non posso dire, cercando le parole più opportune, quello che penso, sopratutto a mia sorella?

Anzi, peccato che io sia l'unica a volerle parlare....chè sta crescendo come molta altra gente: non in grado di accettare commenti o critiche, quando diversi dal solito: "sei bella, perfetta, tutto bene, il mondo è rosa".

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giovedì, 25 gennaio 2007, 14:12

"Che ne dici se andassimo a vivere insieme? a Leeds?"

"Leeds mi piace, ci vado volentieri"

Ma sono io, o la risposta sembra clamorosamente sbagliata?

Ha perso il bonus....altro che tre settimane senza vederci, probabile che diventino quattro e trovi quindi qualcosa da fare il prossimo week end.

Risposta corretta: "Si amore, vorrei tanto vivere con te e Leeds mi sembra il posto appropriato"

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giovedì, 25 gennaio 2007, 11:08

Ieri ho fatto gli Squat (piegamenti per le gambe)

5 Minuti

Oggi non cammino

però intanto ho perso 2 chili in tre settimane.....hihihihi

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martedì, 23 gennaio 2007, 16:47
È dura tornare a casa e non trovare nessuno.
Piombare nel silenzio più totale che è destinato ad interrompersi solo la mattina successiva quando, dopo aver camminato 10 minuti, preso il tram sempre tutto in silenzio, si raggiunge l’ufficio.
È dura dire le prime e ultime parole di una giornata al proprio capo, o cmq ai colleghi.
Ogni tanto parlo da sola.
E mi si, mi sento una pazza.
Ma rischierei di diventarlo se non lo facessi, se ogni tanto non mi parlassi, complimentassi, insultassi o semplicemente tenessi una conversazione con me stessa, ad alta voce.
Cosi, già da tempo ho instaurato un automatismo: proprio prima di dormire o la mattina sulla strada per il lavoro, chiamo o mi faccio chiamare.
Generalmene tocca a genitori o fidanzato.
Pochi minuti, a volte secondi.
Il gusto di parlare in Italiano e Francese. Cmq una lingua diversa dall’Inglese.
Quando non avevo il fidanzato telefonavo alla mamma la mattina.
Non so quante volte l’ho svegliata.
Ma preferivo dire “buongiorno” anzichè “goodmorning” al mio capo.
È dura a volte.
 
Ieri l’ho sentita più del solito la solitudine.
Sono rientrata a casa.
Tutto era in ordine, profumato e pulito. I genitori erano partiti la mattina e, per farmi piacere, avevano tirato a lustro la casa.
Questo me ne ha fatto ancora più sentire la mancanza.
Nessuno che mi salutasse, chiedesse come è andata la giornata. Nessuno a cui raccontare cosa ho fatto.
Nessuno da ascoltare.
Sono scoppiata a piangere.
Non ho voluto sentire nessuno ieri sera. Pochi secondi solo con il crucco, sennò si spaventa e fa il casino dell’altra volta.
Poi ho chiuso le comunicazioni e sono stata in silenzio fino a stamattina.
Perchè me lo volevo sentire tutto addosso questo silenzio.
Perchè questa è stata la mia scelta, quasi due anni fa.
E perchè in fondo mi va bene cosi. Quasi.
 
Oggi ho anche navigato con la fantasia.
Potremmo, io e il crucco, cercare un appartamento tra qui e York.
Ho cominciato a cercare.
I paesini in mezzo sono orribili.
L’unica scelta sarebbe Leeds. Più vicina a York però.
Questo vorrebbe dire un’ora e mezzo al giorno per me tra treno e tram andata e altrettanto al ritorno.
Io che pago £200 in più solo per stare in centro. Odio commuting.
Poi ho trovato questo (vedi sotto)
Per questo appartamento mi farei anche 2 ore di treno (ed è perfettamente in budget)

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lunedì, 22 gennaio 2007, 14:29
Dunque: facciamo un post corto che c’ho da lavorare (beh, mica mi pagano per nulla….o quasi!)
Sempre leggendo un altro post di un’altra ragazza mi è venuta l’ispirazione (che ci devo fare? La mia vena creativa in questi giorni si limita alla scelta dell’insalata a pranzo).

Come bisogna trattare gli uomini.

Io il mio lo tratto bene, fin troppo bene. O almeno fino ad ora.
Vedendoci solo il week end, gli riservo attenzioni degne di un principe.
Casa pulita, frigo ben pieno, birra in frigo, cucino mattina pomeriggio e sera, gli faccio tutte le coccoline del caso, occasional DVD affittato/comprato (sempre a mie spese)...insomma...non credo vi sia nulla di cui lamentarsi.

Pretendo però.
Chi dice tanto.

Però ricambio, sempre in quantità maggiore (sempre detta da chi afferma che pretendo tanto).
A Capodanno il crucco ha peccato perchè sia per fare il ganzo o sia per egoismo (versioni mie) o perchè non ha saputo organizzarsi (versione sua), mi ha lasciato da sola.
Se non l’ho mollato è stato per lo show off che ha fatto non appena mi ha visto (vedi post).

L’ho perdonato.
Non ho tuttavia dimenticato.

Due cose ben diverse che una donna dovrebbe tenere a mente.
Cosa vuol dire?
Che subito dopo lo stesso week end in cui il crucco si è prostrato per ottenere il mio perdono io, con un sorriso sulle labbra, gli ho annunciato che non ci saremmo visti per tre settimane: prima i miei genitori un week end, e poi un mio personale week end a Milano, per una rimpatriata con i miei amici di Uni.

Ha abbozzato.

Il giorno dopo, sempre con un sorriso sulle labbra, gli ho annunciato di non contarmi nei suo piani vacanzieri pasquali: lui non ha soldi e stava pensando di trascorrere le vacanze con me a scrocco per l’ennesima volta (lo dico con affetto si intende) in una delle case che i miei hanno.
Io i soldi ce li ho (grazie al lavoro che appunto non mi permette di passare più di tanto tempo qui), quindi mi piacerebbe farmi una vacanza con le amiche (ndr:è da Capodanno 2005 che non accade).

Ha abbozzato di nuovo.

Il giorno dopo ha cominciato a organizzare un paio di week end a Maggio (qui è festa nazionale).

Ha capito.

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venerdì, 19 gennaio 2007, 14:34
Leggere un post in un altro blog (e commentarlo) mi ha fatto tornare in mente un particolare stato d’animo: la paura, la paura di soffrire di cuore.
 
Cosa infatti bisognerebbe fare quando ci si trova di fronte una persona a cui si piace, che piace a noi, interessante, che ci attrae molto quando il futuro per entrambi è incerto?
 
Beh, non intendo ovviamente in senso tragico (toccata scaramantica), ma in un senso più ampio di: “cosa accadrà”?
Certo: pochi hanno ben delineato ed assicurato il futuro e so che io non farò mai parte di questo gruppo; solo il pensarlo mi annoia da morire.
 
Io di certo non avevo la risposta, non sapevo cosa avrei dovuto farmene con un biondino più giovane di me e restio alle storie lunghe.
Tempo due mesi il mio contratto sarebbe scaduto e, teoricamente, sarei dovuta rientrare in Italia.
Cosa che sapevo non ero pronta a fare: stipendi da miseria, co.co.co e cocodè di contratti vari, poca responsabilità ... si sa che nel nostro bel paese a 24 anni si è ancora considerati dei “ragazzi” dal mondo del lavoro (colpa anche di molta gente che si sente tale e si comporta da tale).
Quindi, con la prospettiva di dover lasciare l’Inghilterra, o molto più sicuramente York, dove non vi è altro che l’azienda per cui lavoravo, e un possibile trasferimento a Parigi (prima scelta facile, avendo già casa li e parlando già la lingua) ecco che lo conosco.
Mi ricordo di avergli ripetuto più volte la classica frase da film “ma dove sei stato fino ad ora?!” e la pensavo veramente.
Un anno passato in una piccola cittadina, con amici in comune e lavorando per la stessa azienda, e non ci si era mai consociuti!
 
Beh, io il rischio l’ho preso. Perchè me la sentivo, perchè sapevo che era “giusto” anche se l’eventualità di passare solo due mesi insieme era grande.
 
Cosa è successo?
Il mio contratto è stato poi rinnovato e ho in seguito cambiato azienda (e città).
Ma non ho cambiato idea a suo riguardo.
Due settimane fa abbiamo festeggiato un anno insieme.
Lui ha deciso di rimanere di più in UK e, anche se all’inizio faceva tutto il duro e quello “io i miei programmi non me li faccio mica cambiare da una donna”, stiamo smussando le nostre aspirazioni, ambizioni di vita per farci spazio l’un l’altro, e non mi è mai pesato.
Si parla di tornare insieme in Italia, o di seguire il suo sogno e andare in Sud America ad inventarci qualcosa, oppure di mille altri progetti; le possibilità sono infinite e nessuno dei due vuole rinunciare a qualcosa.
Questo ci rende forti
Il futuro è incerto come non mai...e io non mi sono mai sentita cosi sicura della vita.

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venerdì, 19 gennaio 2007, 14:02
Il mio IDP (Individual Development Plan)
 
Where would you like to be in 5 years time?
Please indicate 3 choices:
  1. Tokyo
  2. Hong kong
  3. Pretoria*
 
Bene.
Adesso chi lo dice ai miei?!
* Pretoria, per i profani, è l'attuale capitale del Sudafrica

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Utente: babynestle
Nome: Claudia
Chi sono...? la mia filosofia di vita è centrata sul bere, mangiare e dormire. Mio principale obiettivo è divertirmi e speed up through life. Ora immigrata, catapultata in un lavoro più impegnativo di quanto potessi mai immaginare di fare. Dovunque vada, vivo in centro. Abituata e cresciuta da principessa, mi adatto ad uno stipendio da dama di compagnia.

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