Niente, oggi non va.
Il cervello intendo.
Eppure sto bene: ieri nemmeno l’ho toccato l’alcool, quindi non ho uno dei miei soliti hangover.
Eppure non va. Non funziona.
Scrivo una frase, mi blocco. Mi perdo per mezz’ora, poi ricomincio e butto giù un’altra frase. Eppoi di nuovo a pensare ai fatti miei per mezz’ora.
Di questo passo finisco il brief per il prossimo anno.
Eppure a qualcosa penso.
Negli ultimi giorni sto pensando molto alla questione della monogamia.
Complici storie di amiche con problemi di coppia, gelosie, prestiti di denaro mai restituiti, obblighi “coniugali”, insomma l’intero packaging da relazione.
E penso.
Penso che la monogamia, in fondo, è una gran pagliacciata, un mero espediente per proteggere la razza, ideato ai tempi in cui non esistevano gli anticoncezionali.
Tutti in realtà hanno la naturale propensione a scopacchiare in giro, soprattutto gli uomini, che sono geneticamente predisposti all’impollinazione.
In particolare, l’uomo, non è fatto per avere rotture di coglioni - e si sa che le donne sono per il 70% rotture di coglioni e per il 30% acqua (ritenuta in pratici cuscinetti di cellulite).
Non è fatto per fare le vacanze al mare accerchiato da bambini urlanti.
La monogamia non fa per lui. Quindi mi chiedo perché gli uomini si fidanzino.
E, soprattutto: perché facciano di tutto per legarsi a doppio filo, per alzare i muri contro gli attacchi esterni, contro lo straniero, contro l’esogamia, perimetrando lo spazio con tonnellate di mobili e un giardino curato.
Questioni di egocentrismo, forse: voler coronare il loro sogno narcisistico, sapere di essere gli unici e i soli ... idea incuccata nella loro testa dalle loro innamoratissime mammà.
Ma più che altro, e cerco di andare al dunque, cercano la salvezza dal Caos, che è la sostanza di cui gli uomini sono prevalentemente fatti – oltre che di merda, ma questo è un caso limitato solo ad alcuni, per fortuna.
La donna traghetta anime dal Caos al Cosmos, partecipa al rito magico della procreazione e dona la vita.
In lei c’è la sopravvivenza della specie, l’antidoto contro la paura della morte.
Per questo l’uomo la cerca, perché la femmina è ordine, struttura, salvezza – magari non nel mio caso, ma non è questo il punto.
Il maschio riscatterà le sue pulsioni di poligamia con internet, o con qualche scappatella occasionale, o con qualche solitaria dedicata alla figlia del panettiere, ma sarà felice di leggere il giornale sprofondando nella sua poltrona, mentre un profumino di pesce spada ai ferri si sprigiona dalla cucina, perché questo lo farà sentire a casa, lo farà sentire salvo dall’immondezzaio che sarebbe la sua vita altrimenti.
E vissero tutti felici e contenti.
Fa anche rima.