Ormai è appurato
Consolidato divulgato conclamato
C’ho un nuovo soprannome
Dopo essere passata per Betty, una breve parentesi dovuta alla popolarità del serial e ai miei occhiali rossi con capelli sconvolti annessi, ma tale nomignolo non attaccò, attenzione che arriva la rima, visto l’aparecchio non ce l’ho, (per ora, ma questa l’è un’altra storia), che aveva sostituito Pallina, dovuto alle mie dimensioni tendenti allo sferico e al mio moto costantemente rimbalzino (e qui gli si dia i significati che si vole, tanto...),pur rimanendo per sempre Patata (o Patatona, sotto Natale grazie alle quantità pantagrueliche di cibo ingurgitato) per mia mamma e pochi eletti
Ora, dicevo appunto, mi si è nominata Maffy
Che è un misto tra Mafalda, sempre dovuto alla mia chioma un pò ribelle, e Muffin Top.
Quest’ultimo, per chi non ha la “fortuna” di abitare al di qua della Manica, merita spiegazione a parte.
Allora.... le donne locali, oltre ad essere bionde, dall’occhio ceruleo, prenennemente sgambettate (cioè a giro senza collants anche con -10c) e con una resistenza all’alcol che ben pochi uomini di mia conoscenza saprebbero battere, dicevo oltre a tutto ciò son spesso e ben volentieri dotate di tale Muffin Top.
Dicesi Muffin Top il pezzo di ciccia che, confinato da jeans troppo stretti, fuoriesce ballonzoloso e dirrompente dalla cintura, conferendo alla donna in questione una forma appunto di Muffin (stretta in fondo, strabordante in alto)
Ecco, che figa che sei, vi direte allora.
Ricordate che tale soprannome è anche riferito a Mafalda: la rompicazzo per eccellenza, la figlia che nessuno vorrebbe avere, la zitella perenne e l’imbranata stratosferica.... tutte doti di cui quotidianamente faccio prova.
Quindi oltre che atletica nel fisico sono anche un atritapalle di professione
Un affare insomma
Quindi, oggi, giorno di grandi novità (leggi: non c’ho voglia na sega di lavorare) inauguriamo anche una nuova sezione: Le figure di merda della Maffy.
Si cominci lo sputtanamento
Direi che per aprire la serie niente di più appropriato che il racconto di quanto metodicamente ieri sia riuscita ad infilare una figura di merda dopo l’altra tutto nello spazio di poche ore e il tutto, ovviamente, al cospetto di diversi e vari testimoni.
Mentre mi trovavo ad un corso di aggiornamento per markettari con partecipanti da diversi paesi (in quanto io appunto appartengo alla nota e celebre e stimata categoria... di prositute per il bene del profitto – di altri, nello specifico dell’azienda) sono riuscita, nell’ordine:
- a versare il caffe sulla manica della giacca dell’europe innovation manager, mentre in un gesto di fantozziana gentilezza cercavo di ingraziarmelo
- seminare misti e diversi ingredienti del mio sandwich sulla moquette nera – no, scusa va bene l’agenzia creativa, ma pure questi ad usare la moquette nera....dai! – per ben due volte (oh: il sandwich era bbono, quindi ho fatto il bis)
- durante un gioco che ci si tirava una palla e si urlava il nome di chi la si passava (eh, lo so, lavoriamo duro noi markettari) sono riuscita ad impallarmi – appunto – e dimenticarmi il nome di una mia collega con cui lavoro da un anno urlando “oddioddioddio non mi ricordo il tuo nome” – sguardo stranito di tutti i presenti
- prendere in giro gli inglesi ed il fatto che non offrano mai da bere e non ci sappiano fare con le donne, fino a quando, l’unico ragazzo presente alla discussione e che io credevo arabo (oh vive e lavora a Dubai e pare un arabo) m’interrompe e fa “I am actually english” – silenzio di ghiaccio, imbarazzo totale
- spegnere la sigarette sulla manica dell’inglese-che-sembrava-arabo
Ecco, il tutto in una sola giornata
Il bello è che questo non è nulla, è una giornata normale....
Credo di essermi bruciata ogni possibilità di carriera internazionale
Il finto arabo però mi ha invitata a prendere un aperitivo
Il fascino alla bridget colpisce sempre