Son tre settimane che provo a fare un post sulla dieta.
Vabbhe, le prime due era quasi impossibile. Un controsenso via.
Con mia mamma in casa era impossibile parlare di dieta. L’infame genitrice soppravvive solo a panepastapizzaformaggio, il tutto annaffiato di vino, e con un dolcetto alla fine di ognisingolo pasto.
La stronza.
Ad aggiungere alla beffa, è una taglia 38. Cosa ne faccia di tutto quel che mangia è un mistero che se ne fosse venuto a conoscenza Dan Brown, lasciava perdere quell’ideuzza del libro che ha avuto (Codice da Vici,ndr) che ha avuto e ci metteva la faccia di mia mamma in copertina, invece della Gioconda.
Sempre l’infame, che cmq prima o poi si becca un test del DNA cosi la smaschero: i miei genitori non sono davvero i miei genitori. Io sono in realtà una principessa-zingara-abbandonata-alla-nascita. Dentro di me ne sono sicurissima. Sono i miei che non lo vogliono ammettere. Ci credevo davvero a sta storia della principessa, da bambina cmq. Quando mi mettevano in punizione, per delle ingiustizie incredibili, no davvero, le ingiustizie dico, e giuro che ero bravissima da bimba io, mi consolavo pensando che tanto ero una principessa. Il bello è che una volta l’ho anche detto a mia mamma che credevo da bambina di essere una principessa zingara abbandonata...ancora ride, cmq dicevo che l’infame poi ama particolarmente mangiarsi anche croissants e cappuccio la mattina.
Quindi si capisce bene che un post sulla dieta stonava un pò in quei giorni.
Ora s’è sciacq... pardon, è tornata a casa, mamma ti adoro, lo sai, ma stai in Italia che siamo tutte e due più contente, eppoi viene meglio la scena della figliol prodiga quando torno a casa.
Insomma ora il post lo faccio (si vede che il venerdi io non c’ho mai voglia di lavorare, poco importa che debba consegnare una stima del volume per il prossimo anno, accompagnata da uno studio statistico del mercato, non per tirarmela)
Dicevo, è cominciato l’anno (oh, l’ho detto che il post è vecchio)
E con l’anno nuovo si fanno i nuovi propositi
Io no. Non ne faccio mai. Tanto poi non li mantengo. Eppoi a me sta cosa del “con il nuovo anno comincio...” mi mette l’ansia, già c’ho tanto da fare se poi penso che ci devo pure aggiungere su, mi viene l’ansia, appunto.
Se devo cominciare/cambiare/migliorare qualcosa lo faccio quando ne ho bisogno
Casualmente, e sottolineo, casualmente ho deciso di mettermi a dieta.
Che novità, diràchi mi conosce.
Io sono nata che già stavo a dieta praticamente. La tetta?! No grazie, che secondo me mica è latte scremato; l’omogeneizzato?! Ma che sei matta, sai mica quanti zuccheri contiene?
Comunque a dire cosi, uno allora s’immagina che abbia quanto meno un fisico leggiadro e filiforme
Sè! ‘na matrona dell’entroterra pugliese, morelikely!!!
La ragione principale è che io dichiaro di essere a dieta... ma poi si sa... tra il dire e il fare, come canta Giorgia, ci sta di mezzo il mare, nel mio caso un mare di pasta e pane... chè io vivrei solo di carboidrati (oddioddioddio cosa farei per un pezzo della schiacciata fiorentina, scoperta solo ultimamente....)
Fecero bene i francesi quando scelsero au regime per chiamarla.
Perché dieta è stare a regime punto e basta. O meglio, una dittatura. E io sono sempre stata anarchica, di definizione non vado troppo d’accordo con schemi e regole. Averne poi, di schemi dico, e divieti, pure per il cibo, mi fa girare i cosidetti.
Anche perchè puoi sbatterti come vuoi ma l’unico modo per dimagrire è non mangiare. Punto. Come dice sempre mia mamma: mai visto un africano grasso? (si lo so ha una visione del mondo un pò semplicistica)
La corretta alimentazione viene dopo.
Molto dopo. Dopo esserti affammata per mesi.
Quando, dopo aver superato la rota da carboidrato con tremolii e palpitazioni annesse che si blocca solo quando sbricioli in bocca un burroso biscotto allo strutto (short bread, li chiamano qui, e sono originari della Scozia. Ingredienti?Farina, Burro 40%, zucchero e strutto. Solo.) raggiungi il peso forma e passi all’ambiguità semantica assoluta: il mantenimento.
Ma le faq sul mantenimento (tipo, se mangio una pizza con le verdure ma anche la mozzarella, il giorno dopo dovrò fare una dieta d’attacco?) ce le porremo quando verrà il tempo.
Intanto, essendo ora a dieta, devo sopravvivere alla fase 1 che prevede:
La consulente nutrizionale: l’amica con cui esci il sabato e che ti darà un’ occhiataccia, impercettibile ai maschi, quando superi la soglia di una birra 0,20 chiara possibilmente analcolica.
La socia: la sorella, con cui si faceva merenda a pane e nutella, e colazione a gocciole e latte (in un periodo molto buio della mia vita: gocciole e Baileys: una poesia). Lei, il mio alibi delle sbofariate domenicali e del mosto selvatico a dieta perché in due è più facile. Motivatissima perché ex ragazza magra e sofferente.
Mia mamma: come già detto, la donna è un mostro. Dotata di un metabolismo alla Swarzeneger in un corpo alla Ridolini, solo con la sua presenza fisica, in senso di taglia 38 (o il ricordo di tale) ti istiga al mammicidio.
Pessima cuoca ma ottima mangiatrice e tipicamente italiana, insiste perchè mangi la pasta, “almeno due volte a settimana”, ma se poi metto su anche solo un grammo leggiadra dichiara con: non hai più collo, sei corta e chiatta. Ottima per farti sentire in colpa.
Il mondo: ringrazio tutti coloro che mi hanno chiamato “signora” durante tutte le feste di Natale per avermi dato questo stimolo. Ringrazio tutti coloro che dicono sei folle, stai bene così, è la tua costituzione, tu sei formosa, hourglass shape la chiamano qui (bello essere associate ad una clessidra, ‘sti str... di inglesi). Grazie, ce la faccio anche senza Slimfast.
L’eating emozionale: tutta colpa sua. Sono una donna sensibile. Al cioccolato.
L’alibi: non è perché i modelli mediali ci orientano alla magrezza, no, è perché mi sento le gambe pesanti, si, si, soprattutto quando ballo.
Il metabolismo: lento.
La verità: mi fa male lo so.
La palestra: ho rinunciato al mio paio di scarpe mensili per pagarmela. È la motivazione più forte al mondo che conosca.
Il monito: alla prossima abbuffata di gociole al cioccolato, che l’Azzurra proprio in questo momento sta trasvolando dall’Italia, espressamente per me, e che tu ti sbrani con tutta la confezione, rigorosamente da sola come tutte le ragazze chiattuccelle che si rispettino, che davanti agli altri non magnano, guardando la tua sopa-opera preferita, ricorda come ci si sente a fissare tua mamma che entra dentro dei jeans che ti starebbero stretti se indossati al tuo braccio sinistro.
A sapere che la tua amica acciughina, quando era incinta pesava quanto te.
A mangiare alle 6 del pomeriggio prima di andare a cinema.
All'altalena e alla fisarmonica.
A poter anche solo pensare al caffè con l’aspartame (mai!).
Ad essere l’oggetto della tavolata: stai a dieta? Ma stai bene… Ma stai a dieta? Ci pensi lunedì. Ma stai a dieta? Sguardi di solidarietà delle bee bip del metabolismo.
Alla prossima abbuffata ricordati quel gioco che facesti ai tempi dell’università con la tua amica secca: mangiamo per due giorni le stesse cose ... e ti ritrovasti con la cellulite nella punta delle dita.
E smetti di dirti “questa è l’ultima promesso” ogni volta che accetti un invito a cena. L’hai pensato ieri sera, ed esci stasera e hai giusto deciso dove cenare anche domani sera.
Palla. Sei una palla
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