Da che mondo è mondo, le ingiustizie sono sempre esistite e io sono una grande vittima di queste.
Sono nata praticamente a dieta. Figlia di una madre che si strafocchia di formaggi, pizza, pasta, dolci e vino – non vi è ricordo alcuno in 26 anni che la veda avvicinarsi ad alcun tipo di verdura-carne-pesce se non potentemente cotto in qualche deliziosa ricetta, rigorosamente al ristorane, lei infatti non cucina tali cibi – pur mantenendo una anoressica taglia 38 a 54 anni. Sorella di una vipera degna figlia di tale madre, che tuttora a 24 anni, fa quotidiane merende con pane&nutella, io invece sono sempre stata tonda. Rotonda. Cicciotta. Morbida. In carne. Come lo chiami, comunque sono. C’ho il culo. E i fianchi. E le gambotte. Ovviamente il seno è l’unica parte del mio corpo che si ostina a non crescere proporzionalmente al resto, grande mistero della fede, MA, quelle poche volte che una dieta è di successo e si vedono qualche risultato, dimagrisce per l’equivalente del 90% del totale peso perso (vigliacco).
Quindi, come detto: sono sempre stata a dieta.
La vita è un inferno: tracanni the, mentre le tue amiche si bevono cioccolata calda con panna sopra; ti porti l’insalatina a pranzo, e i tuoi colleghi ingurgitano gargantueliche porzioni di riso&pollo al curry; brindi con succo al pomodoro (alternativa: ananas) e gli altri ti guardano strano, con i loro Mojiito e Lond Island.
E ovviamente tutto questo per restare una pur sempre morbida e abbondante taglia 44.
Non ne faccio un’ossessione, anche perchè se fosse tale, sarei veramente 20 chili in meno. Anche io ho i miei sgarri. Ma ci devo stare attenta. Ingrasso velocemente e facilmente.
Quindi ieri ho persino preso la grande decisione: ho arruolato un personal trainer. Di quelli come le dive. Che ti urla dietro insulti e che c’hai il culone e piega quelle gambe e forza su con gli addominali, muoviti lumaca! Insomma: il “real deal”, come si dice da queste parti.
Una volta a settimana, Dave sarà il mio carnefice. La mia ombra. Il mio incubo.
Rinuncio ad una delle mie uscite settimanali e ci pago Dave. La mia vita sociale ne soffrirà. Ma almeno sarò magra (si spera). Sola ma magra. Felice?! Mah...
Quindi ce la metto tutta.
Anche oggi: insalatina, tonno, in acqua (no olio), yoghurtino magro, prugnette, due, carotine, mezzo chilo, mela, una....
Solo che poi ho una voragine ululante, al posto dello stomaco. Nonchè le labbra e la lingua arancioni.
Oltre alla fame atavica, ho anche chili, tutt’intorno a me, di dolci, dolcetti, snacks, cioccolatini, barrette e merendine.
Chili.
Letteralmente.
Divisi in sacchetti.
Perchè questo è il mio lavoro: io - produco - merendine.
Lo so: me le vado a cercare.
Prossima vita, rinasco bibliotecaria (o bancaria o checchesia, purchè lontano dall’industria alimentare)