Insomma, che io giochi a far la donna dura e in carriera, di roccia e titanio, insomma la versione femminile di Manolo, quello che s’arrampica a mani nude, ma anche con un pò dell’”uomo che non deve chiedere mai” si era capito. Cosi come ha ben capito chi mi conosce che in fondo-in fondo io ho la stessa consistenza di un marshmallow alla fragola in una Milano d’estate (insomma: me squaglio), altro che Manola e arrampicate.
Gli stessi che mi conoscono sanno anche che con due moine mi possono quindi impressionare e convincere in pratica di tutto / a fare tutto – e qui sono scattate richieste di innaffiare piante-piantine&insalate cosi come svergognate richieste di lasagne alle 4 della mattina (tutte prontamente esaudite, le richieste intendo), cosi come gente che mi ha convinto di essere supercalifragilistichespiralitosi mentre invece erano dei mentecatti.
Evvabhe.
Tutto questo per dire che a volte molte persone, forse proprio gabbate da questa mia aria dura e misteriosa (mi piace crederlo, quando in realtà so benissimo che c’ho un muso da patata – Zeus calmo, intendo alla milanese, quindi tontolona) si danno da fare per impressionarmi e fare colpo.
Fin qui ci siamo. Ci casco. E purtroppo è un po’ un circolo vizioso: io appaio dura, loro mi vogliono impressionare, io in realtà sono babbalona, io ci casco, io me la piglio in culo – sempre metaforico Zeus.
E infatti, l’amico che non vedevo da anni, che poi è un ex, ma di taaaaanto tempo fa, che mi è venuto a trovare lo scorso weekend, ha speso gran parte delle 72 ore insieme a cercare di impressionarmi barra farmi capire che lui ora è un uomo maturo, indipendente e insomma parte della sempre più grande famiglia dei Manoli, a cui lui crede pure io appartenga.
Evvai giù di quanto guadagni, il mio team, le mie responsabilità i miei viaggi … ‘na noia anche perché il suo concetto di indipendenza a 31 anni è vivere ancora con i suoi, “perché tanto i weekend non ci sono mai e quindi posso fare quello che voglio” … quando poi, all’improvviso, a ciel sereno, arriva la sparata.
Cita testualmente “Il mio appartamento al mare”.
Allora lì tutte le mie antenne e antennine si sono rizzate
Che babbolona va bene, ma mica completamente scema.
Evvoi provateci a farvi 3, dico tre (t-r-e) estati in Inghilterra, ridurvi in mutande per prendere una volta l’anno il sospirato volo della maledetta compagnia arancione ti venisse un canchero per farvi due settimane di iodio a Marcelli Beach (stendiamo un velo pietoso sui miei itinerari famigliari di vacanza), che poi quando qualcuno, chicchesia anche il kebabbaro dell’angolo, accenna ad un “pied à terre” da qualche parte caldo, vedi come vi cominciano a brillare gli occhioni, la scollatura si abbassa, le gambe si incrociano e le ciglia sbattono.
Tatticamente quindi chiamo la mia amicona Emma, quarta di seno, bionda naturale e occhioni azzurri, in crisi con l’uomo, in voglia di svago e la piazzo davanti all’ignaro amicone.
Mezz’ora dopo eravamo entrambe invitate al mare.
Mezz’ora fa m’arriva il suo sms: la mamma mi ha chiesto di lasciar libero l’appartamento che arrivo lo zio – Manolo scrive
L’uomo che non deve chiedere mai…