Background. Tre belle pulzelle, in trasferta in una cittadina dal fascino medioevale, per cambiare un po’ dall’orizzonte di ciminiere e stadi da calcio che normalmente si ritrovano davanti nelle fredde e grigie mattinate, escono il classico sabato sera. Le tre belle vengono (io dico ovviamente) abbordate dalla fauna locale, sempre ben disposta nei confronti di pelle ambrate, occhioni neri e movenze latine (caratteristiche ben abbondanti nelle tre), dato che l’offerta locale volge più sullo biondo slavato/occhio azzurro/tetta grande - per carità, sempre un favorito. Ma si sa: l’uomo è cretino, sempre e dovunque, perciò preferisce di default quello che non abbonda nel suo territorio di caccia.
Svolgimento. Una delle tre, notoriamente timida ed imbranata (una propria ciofeca, a dire il vero) viene presa di mira dalle altre due pulzelle, al contrario peperine e sveglie (leggi: tvvvvvoie) che al motto di: stasera ti si sistema noi, anche perché annoiate dal suo continuo lamentarsi oddio che palle son da sola, oddio che sega non mi calcola nessuno, oddio devo proprio essere cessa, indicono una vera e propria gara per vedere chi delle due “amiche” (le virgolette mi paiono appropriate in tale circostanza) riesca a procurar il maggior numero di uomini alla ciofe… pardon, alla terza amica.
Verità ben meno nobile, era che alla base della gara vi fosse l’alto proposito di non sganciare una lira, pardon un pound, per bere, in tutta la durata della sera. Considerando il tasso alcolico medio delle serate delle tre ragazze, si stava parlando di un centinaio di pound tranquilli tranquilli.
Conclusione. Sorvolando per motivi di censura e pudore – non mio, vostro - sullo svolgimento pratico di tale gara, le tre amiche si ritrovano a fine serata (o inizio mattinata, dipende da come la si considera) in compagnia di 5 baldi giovani a cui viene opportunamente celata l’età delle amiche secondo la legge internazionale femminile per cui uno o due anni in meno non fanno una grande differenza (ma anche tre o quattro).
La terza amica, ormai baldanzosa quanto le altre due (leggi: deviata per sempre dalla retta via) consegna appagata e sorridente il prezioso numero di telefono alla designata pred…pardon, ragazzo.
Epilogo. Di nuovo sorvolando sul fatto che quando ormai stremate, abbandonate sul letto con i primi raggi dell’alba che le illuminano (leggi, mortacci agli inglesi che mai c’hanno le tapparelle) le due vengano svegliate da un urlo animale emmesso sempre da quella che ormai merita di essere chiamata ciofeca, che in un lampo di lucidità, cioè quando ormai l’alcol comincia a lasciarle il cervello in cui galleggiava, si rende conto di aver dato al ragazzo di cui sopra il numero di telefono sbagliato (per una volta che davvero non ne aveva l’intenzione, lo fa. Ditemi se ora non si merita tale appellativo.) Insomma, sorvolando su tale fatto, le amiche decidono che si insomma si è giovani una sola volta, e tvvvoie lo si può essere tante invece – no scherzo ma forse anche no – quindi perché non accettare la proposta di due dei gggiovani di venirle a trovare per continuare la festa? Evitiamo ora scontate battue qui eh?! (macchepensate?!?!??! L’inghilterra è piena di B&B mica per nulla. Subito a pensare male)
Appendice. Vengono cosi scambiati diversi messaggi nel tentativo di mettersi d’accordo. Per farla breve (e mi vien da ridere) i baldi giovani che la sera prima sussurravano focose e a volte imbarazzanti proposte nelle orecchie delle nostre tre pulzelle, che le facevano piroettare come trottole o meglio bambole, che audaci e sfacciati come solo la loro età glielo può permettere – eh no, piuttosto la morte ma non rivelerò mai e poi mai l’anno di nascita di tali gggiovani basti sapere che la yours truly già sapeva leggere e scrivere – si adoperavano in ardenti acrobazie…la mattina dopo messaggiavano con la foga di pecorelle e avevano perso ogni slancio o ardore. Le tre perdono interesse e quindi danno buca ai rispettivi gggiovani.
Ma la ragazza ex-ciofeca, anche se ancora ciofeca nell’anima, non si dava pace. Ma come?! E l’era cosi caruccio e passionale e ti vengo a trovare di qua e saltiamo di là e ridiamo di qua eppoi stamattina c’ha la flemma che mi pare Homer Simpson sul divano la domenica pomeriggio (che in effetti era domenica anche pomeriggio a dover di cronaca).
Morale. La saggezza siciliana - una delle tre pulzelle è appunto arrivata su cotanto di gommone da tale lontana terra – chiarisce ben presto ogni dubbio. Ciofeca mia bella, dice, hai presente i gremlins? Sai quegli esserini tutti pelosi tanto carucci ma du’ palle, che se toccano l’acqua dopo mezzanotte si trasformano in mostriciattoli rompicoglioni ma tanto divertenti? Ecco: gli uomini inglesi sono esattamente come i gremlins. Solo che si trasformano dopo le 5 del pomeriggio e serve solo un po’ di birra. La mattina dopo li richiudi nella scatolina e vaffanculo.
La ragazza ciofeca non è molto convinta di questo paragone, ma incassa ed impara.
Tuttavia la musichetta del oddio che palle son da sola, oddio che sega non mi calcola nessuno, oddio devo proprio essere cessa, poi tanto lamentela non sembra più. Ma anzi una fortuna.