mercoledì, 27 agosto 2008, 18:03

Ore 8.55

Claudia vieni nel mio ufficio che ti devo parlare urgentemente anche tu Laura.

Ore 9.01

Io e la Laura usciamo con du' facce, che il muso arriva a terra: abbiamo fino alle 4 per completare una megaultrasuper presentazione per il comitato di direzione (oggi ce l’ho con le rime)

Peccato che avessimo anche altre due-tre cosucce da fare oggi

Ore 13.27

Senza pranzo, avendo sviluppato due vesciche che nemmeno le gobbe dei cammelli (visto che dalla fretta nemmeno si andava in bagno) finalmente cosnegniamo la copia del lavoro.

Bella bella

Colorata colorata

Con due sorrisi ebeti che nemmeno Bridget Jones quando vede un gelato

Ore 17.58 (cioè ora)

Ancora lavorando come una negra per recuperare il lavoro odierno

Il ritardissimo per la serata programmata (Zed non mi rompere le palle, stasera si spacca – me)

Occhi a palla dallo fissare lo schermo – polpastrelli appiattiti dalla potenza della dicitura

Sento “bye guys, i am off to the the gym”

No scusa…… E LA MIA STRAMALEDETTISSIMA MEGASUPERULTRA PRESENTAZIONEPERILCOMITATODIDIREZIONE CHE DOVEVI AVERE PER STASERA?!

Era già uscito dalla porta

 

 

Sono sicura che da qualche parte se cerco bene magari nascosta ma una pistola calibro 38 la trovo, anche in un’azienda che produce fiocchetti di grano

 

Che poi se penso alle menate di altre blogheresse in ‘sti giorni… non scrivo più delle mie

 

Vabbhe, prendo baracca e burattini e vado – se non mi si sente fino a settimana prossima allora i danni a seguito dell’uscita tra donne di stasera sono stati ingenti.

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mercoledì, 27 agosto 2008, 12:08

United Colours of Benetton

solo per fare incazzare qualcuno di mia conoscenza - dai, che alla fine mi hai fatta ridere, almeno tu oggi!

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martedì, 26 agosto 2008, 18:37

Da una lettera ... da un'altra vita ...

[...] Parce que si d’un côté je ne connais pas encore le travail que je ferais, la ville où je vivrais, la maison que j’aurais……je connais le tipe d’homme que je veux, parce que je sais, je SENS, de quoi j’ai besoin.

Et le voilà ce que j’ai besoin :

Pas un homme beau, riche, grand ou de succès (bon, si ca arrive qu’il est comme ça je diaris pas non :) ….mais c’est pas mon paramètre de jugement)

Mais un homme libre, intéressant, tolérant et généreux … très très, très généreux

Pas seulement une générosité matérielle et économique (même si je suis convainque que celle-ci est souvent miroir à une générosité émotive) : je cherche quelqu’un qui est capable de se donner complètement et totalement, sans réserves ;

Qui sache se mettre en jeux, regardant les sentiments, avec complète confiance en soi ET en moi.

Et qui aie, surtout, un désir de projectualitè en commun avec moi, parce-que de l’amour qu’il aura pour moi.

Ça c’est le tipe d’homme que je cherche

Je le sais du cœur

Inutile precisare che ora, di quello che dissi all'epoca, non me ne frega più una cippa. Di quanto la mia prospettiva sia cambiata, nemmeno io ne ho la chiara misura. Ed è meglio cosi.

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martedì, 26 agosto 2008, 14:13

Ti prendi un giorno di vacanza, approfittando dell’ultimo ponte dell’anno e quando torni in ufficio ti trovi in mezzo al chaos.

Non metaforicamente ma proprio fisicamente.

Mezzo attacco di cuore quando scopro che il mio portatile non è più alla mia scrivania: la security ha pensato bene di fare un controllo a tappeto di tutte le scrivanie per vedere chi seguiva e chi no le norme di sicurezza anti-ladro (chiudere a chiave i cassetti, portare via/nascondere/o chiudere a chiave il laptop,etc…) e indovina indovinello chi nel team è stato severamente rimproverato per non rispettare nemmeno una delle procedure?! Oh, a me le regole mi sono sempre state strette.

Una volta risolta la questione, orecchie basse e coda tra le gambe mentre il security boss mi faceva la ramanzina di fronte a tutto l’ufficio – figura di merda tremenda- prima di ridarmi il computer – grazie stronzo , scusi che ha detto, no nulla dicevo grazie a presto- mi sono dovuta far strada tra la mia scrivania: tra scatoloni di prodotto, prototipi di nuovi pacchi, una pila di documenti da firmare, nuovi designs….

Poi vedo un cartoncino colorato…una cartolina!!!!!

Dal paesino di campagna dove si riunisce la famiggghia per tutte le festività. Nella cartolina si vede anche la nostra casa. So che me l’hanno mandata per quello.

So che loro sanno (!) che volevo esserci anche io, ma non mi è stato impossibile a meno di spararmi 12 ore di viaggio a tratta – per poi passarne tranquilla poco più di 48.

Ci Manchi Tanto – riconosco la scrittura sbilenca di mia mamma, non ha mai imparato a scrivere bene: lei era mancina ma la maestra la picchiava sulle nocche se non scriveva con la destra, con il risultato che ora scrive come una bimba di 5 anni … con tutte e due le mani!

Le firme del daddy, della nonna sprint, della sorellina (e di quel cerbero del fidanzato, te pijasse na cacarella fulminea) e della mamma.

Me la sono attaccata alla scrivania e a chiunque chieda, tutta orgogliosa dico che quella è casa mia.

 

 

Poco importa se poi quella stronza di mia sorella alla dedica di mia mamma “ci manchi tanto” abbia aggiunto “anche se cosi c’è più da mangiare per noi!”

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mercoledì, 20 agosto 2008, 15:34

Sottotitolo

Perché ci si perde in pensieri esistenziali anche durante noiosi meeting di ricerca.

 

The main difference between emotions and reasons is that emotions lead to actions. Reasons to conclusions.

 

I realised I concluded you are still a dickhead, however I found myself calling you in the middle of the night when I am drunk and lost. Therefore no reason must be left in me.

 

 

E ancora:

We should all realise everybody lies. It’s just a matter of understanding regarding what

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lunedì, 18 agosto 2008, 17:51

Background. Tre belle pulzelle, in trasferta in una cittadina dal fascino medioevale, per cambiare un po’ dall’orizzonte di ciminiere e stadi da calcio che normalmente si ritrovano davanti nelle fredde e grigie mattinate, escono il classico sabato sera. Le tre belle vengono (io dico ovviamente) abbordate dalla fauna locale, sempre ben disposta nei confronti di pelle ambrate, occhioni neri e movenze latine (caratteristiche ben abbondanti nelle tre), dato che l’offerta locale volge più sullo biondo slavato/occhio azzurro/tetta grande - per carità, sempre un favorito. Ma si sa: l’uomo è cretino, sempre e dovunque, perciò preferisce di default quello che non abbonda nel suo territorio di caccia.

Svolgimento. Una delle tre, notoriamente timida ed imbranata (una propria ciofeca, a dire il vero) viene presa di mira dalle altre due pulzelle, al contrario peperine e sveglie (leggi: tvvvvvoie) che al motto di: stasera ti si sistema noi, anche perché annoiate dal suo continuo lamentarsi oddio che palle son da sola, oddio che sega non mi calcola nessuno, oddio devo proprio essere cessa, indicono una vera e propria gara per vedere chi delle due “amiche” (le virgolette mi paiono appropriate in tale circostanza) riesca a procurar il maggior numero di uomini alla ciofe… pardon, alla terza amica.

Verità ben meno nobile, era che alla base della gara vi fosse l’alto proposito di non sganciare una lira, pardon un pound, per bere, in tutta la durata della sera. Considerando il tasso alcolico medio delle serate delle tre ragazze, si stava parlando di un centinaio di pound tranquilli tranquilli.

Conclusione. Sorvolando per motivi di censura e pudore – non mio, vostro - sullo svolgimento pratico di tale gara, le tre amiche si ritrovano a fine serata (o inizio mattinata, dipende da come la si considera) in compagnia di 5 baldi giovani a cui viene opportunamente celata l’età delle amiche secondo la legge internazionale femminile per cui uno o due anni in meno non fanno una grande differenza (ma anche tre o quattro).

La terza amica, ormai baldanzosa quanto le altre due (leggi: deviata per sempre dalla retta via) consegna appagata e sorridente il prezioso numero di telefono alla designata pred…pardon, ragazzo.

Epilogo. Di nuovo sorvolando sul fatto che quando ormai stremate, abbandonate sul letto con i primi raggi dell’alba che le illuminano (leggi, mortacci agli inglesi che mai c’hanno le tapparelle) le due vengano svegliate da un urlo animale emmesso sempre da quella che ormai merita di essere chiamata ciofeca, che in un lampo di lucidità, cioè quando ormai l’alcol comincia a lasciarle il cervello in cui galleggiava, si rende conto di aver dato al ragazzo di cui sopra il numero di telefono sbagliato (per una volta che davvero non ne aveva l’intenzione, lo fa. Ditemi se ora non si merita tale appellativo.) Insomma, sorvolando su tale fatto, le amiche decidono che si insomma si è giovani una sola volta, e tvvvoie lo si può essere tante invece – no scherzo ma forse anche no – quindi perché non accettare la proposta di due dei gggiovani di venirle a trovare per continuare la festa? Evitiamo ora scontate battue qui eh?! (macchepensate?!?!??! L’inghilterra è piena di B&B mica per nulla. Subito a pensare male)

Appendice. Vengono cosi scambiati diversi messaggi nel tentativo di mettersi d’accordo. Per farla breve (e mi vien da ridere) i baldi giovani che la sera prima sussurravano focose e a volte imbarazzanti proposte nelle orecchie delle nostre tre pulzelle, che le facevano piroettare come trottole o meglio bambole, che audaci e sfacciati come solo la loro età glielo può permettere – eh no, piuttosto la morte ma non rivelerò mai e poi mai l’anno di nascita di tali gggiovani basti sapere che la yours truly già sapeva leggere e scrivere – si adoperavano in ardenti acrobazie…la mattina dopo messaggiavano con la foga di pecorelle e avevano perso ogni slancio o ardore. Le tre perdono interesse e quindi danno buca ai rispettivi gggiovani.

Ma la ragazza ex-ciofeca, anche se ancora ciofeca nell’anima, non si dava pace. Ma come?! E l’era cosi caruccio e passionale e ti vengo a trovare di qua e saltiamo di là e ridiamo di qua eppoi stamattina c’ha la flemma che mi pare Homer Simpson sul divano la domenica pomeriggio (che in effetti era domenica anche pomeriggio a dover di cronaca).

 

Morale. La saggezza siciliana - una delle tre pulzelle è appunto arrivata su cotanto di gommone da tale lontana terra – chiarisce ben presto ogni dubbio. Ciofeca mia bella, dice, hai presente i gremlins? Sai quegli esserini tutti pelosi tanto carucci ma du’ palle, che se toccano l’acqua dopo mezzanotte si trasformano in mostriciattoli rompicoglioni ma tanto divertenti? Ecco: gli uomini inglesi sono esattamente come i gremlins. Solo che si trasformano dopo le 5 del pomeriggio e serve solo un po’ di birra. La mattina dopo li richiudi nella scatolina e vaffanculo.

 

La ragazza ciofeca non è molto convinta di questo paragone, ma incassa ed impara.

Tuttavia la musichetta del oddio che palle son da sola, oddio che sega non mi calcola nessuno, oddio devo proprio essere cessa, poi tanto lamentela non sembra più. Ma anzi una fortuna.

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lunedì, 18 agosto 2008, 14:57

Che io mica pensavo (penso) che mi legge nessuno. E quindi qui ci scrivo tutto quello che mi passa per la testa. A volte criptico a volte no (anche troppo esplicito) a volte non politically correct, a volte (sempre) noioso.

Ora però come li racconto i due ultimi weekend? Ma anche i prossimi?! Si perchè insomma a dire la verità, ma proprio proprio tutta la verità non se ne ricava mai nulla di buono e a me di avere anonimi che mi rompono i maroni o critiche non richieste proprio non mi va.

Quindi io provo. Un paio di cose. Ma se il risultato è quello che penso. Chiudo baracca e burattini, chè se devo cominciare a pensare (a quello che scrivo) perché non è più per me, beh allora compro una bella penna con le piume un giornaletto di Hello Kitty e vi saluto tutti.

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venerdì, 15 agosto 2008, 15:53

Metti un venerdì qualunque, tre ragazze, un risotto ai frutti di mare e il tartufo al cioccolato, un Gavi di Gavi, un privè e un Moèt.

Hai lo start al weekend.

Metti poi che con la mia puntualità fantozziana esse si presentino una settimana in anticipo. Hai uno start all’end.

 

Facciamo sparire l’ansia, nascondiamo la bottiglia di vodka, quella con i lustrini rossi (quanto sono disposta a pagare per le edizioni limitate? Tanto. Alcol ad edizione limitata? Di più) Facciamola sparire. Si, dove. Dalla a me, ci penso io a nasconderla.Hic

 

Balliamo insieme. Balliamo sul mondo. Balliamo via.

 

Sondaggio alla redazione

Tu sei la vicina perfetta: mai una festa, sempre via ai weekend, vivi da sola.

Hai spesso amici a casa, 4 massimo. Perché 4 sono le sedie. Non metti musica, perché la musica disturba la conversazione. Tu parli tanto. Ridi ancora di più. Intrattieni sempre. You’re the perfect hostess Claudia. Grazie. Poi un giorno trovi una lettera. Scritta a mano. Nella tua mitomania pensi che sia una lettera d’amore. Come se mai te ne avessero scritte. A volte pensi che quella rosa sia stata solo un sogno. Figuriamoci una lettera. Invece sono minacce. Assurde. Ti fanno ridere.

You are disturbing our mental and physical health…we can hear you laughing and chatting with your friends at night … il riso abbonda…sempre sulla mia bocca….we ask you to stop having friends around immediately … we will take legal action … ormai la lettera è consumata, tanti a leggerla, tutti a ridere. Poi bussano sul muro. Mi sentono parlare la telefono. I know i can be loud sometimes. Poi ieri sera.

Io e Africa usciamo per un drink – please pineapple juice – torniamo. 23.15. puliamo la cucina, chiacchieriamo raccontiamo e confessiamo (provoco sempre la stessa reazione quando dichiaro l’età…della prima volta)

Dlin dlon

Chiccazz’è?!

In pigiama, con le pecorelle. Lei, io sottoveste nera. Can you keep it low?  we can hear you laughing and we were sleeping.

 

They dont know what will have hit them

I just bought Ministry of Sound collection

NOW you will hear me laughing – bastards

 

Let’s dance away the night hun

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giovedì, 14 agosto 2008, 18:04

perchè io lo sapevo che mi fregava.

e lo sapevo si.

e ora lei parte per lo Sri Lanka

e io?

mi sento ancora più persa

e mi sa che non aspetto più fino all'anno prossimo

domani le parlo: voglio andare a Singapore.

voglio andare in Sud America

voglio partire e fare volontariato per i bimbi

voglio uno zaino, una mappa e un paio di occhiali da sole

 

voglio sapere cosa volere

e lei che parte prima, mi fa paura, mi fa pensare, mi fa paura

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mercoledì, 13 agosto 2008, 17:42

cosi come ci sono centinaia di teorie semi-scientifiche che spiegano l’atrrazione gravitazionale (credo si dica cosi) che i buchi neri emanano, cosi ci deve essere una spiegazione semi-scientifica sul perchè io emani la stessa forza gravitazionale pari e proporzionale ad un buco nero, ma diretta solo ed esclusivamente a rompiballe-mezzimaniaci-tunisi/algerini/arabi.

 

No è che un pò mi sono rotta i coglioni che io dò il numero ad Andy e mi richiama Jamil.

Poi lo dò a Danilo e mi richiama Shariff.

 

Ecchecazzo, nemmeno parlassi arabo (novabbhe, umorismo inglese, ormai sta attechendo)

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Utente: babynestle
Nome: Claudia
Chi sono...? la mia filosofia di vita è centrata sul bere, mangiare e dormire. Mio principale obiettivo è divertirmi e speed up through life. Ora immigrata, catapultata in un lavoro più impegnativo di quanto potessi mai immaginare di fare. Dovunque vada, vivo in centro. Abituata e cresciuta da principessa, mi adatto ad uno stipendio da dama di compagnia.

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