giovedì, 30 ottobre 2008, 17:04

La Anne mi scrive, di getto, una mail fin troppo sentimentale per come è lei, normalmente cosi controllata, seria e razionale, sicuramente se paragonata a me. La sua natura francese più volte coccia con la mia caciarona da italiana.

Condividiamo una fede, simbolica, nel predicare l’indipendenza in tutto e per tutto dagli uomini e avevamo una fede (-ina), al dito, quando abbiamo attraversato la manica.

Come l’oro e l’argento, ci definisce Anne. Di origine medio-orientale, la pelle ambrata e perfetta, piccolina e minuta, forte e polemica, instancabile e determinata, una gran rompiballe, è lei quella che indossa solo gioielli d’oro.

Oggi è crollata. Anche lei.

Mi manca la Francia. Non troverò mai un uomo qui. E sarà troppo tardi per formare una famiglia, la mia famiglia, il mio futuro.

Ecco è crollata anche lei.

 

Eppure questa volta potrei essere io più forte, più razionale, più indipendente di lei.

È vero: sono due anni che non mi innamoro, due anni che non mi sento amata. Spesso scherzo e mi lamento con gli amici della mancanza di un uomo nella mia vita. Ma la verità, la realtà, è che non mi sono mai sentita meglio di cosi, soprattutto se ripenso al mio passato da “brava-ragazza-fidanzata-in-casa”.

E se sì, a volte mi manca il contatto fisico, mi manca avere un uomo nel letto(che non solo loro hanno quelle esigenze li), un uomo con cui fare progetti e pianificare le vacanze, alla fin della fiera mi crogiolo nel mio lavoro, tra le mie amiche, nei miei weekend sempre occupatissimi e nella mia generale ed orgogliosa indipendenza e singletudine.

 

Non riuscirò mai più a fidanzarmi. Non riesco a tollerare che alcuno voglia mettere bocca nella mia vita e nelle mie scelte.

Non potrei reggere uno che mi considera la "sua donna", "roba sua".

Non voglio nessuno che decida per me. E nessuno che faccia volontariamente accelerare gli eventi. Perché allora io scappo, come il peggiore degli uomini.

 

Ma so anche cosa voglio. Voglio dare un bacio e anche riceverlo, ogni tanto. Lo voglio umido, morbido e profumato.

Voglio che duri tantissimo e che ci si stacchi solo per prendere il fiato.

Voglio che annulli ogni genere di pensiero nella completezza del gesto.

Voglio incontrare qualcuno che mi faccia battere il cuore e venire il mal di pancia dal ridere.

Che mi prenda la mano e mi rapisca.

Che mi metta una pezza in testa quando ho il mal di testa da sbornia.

Che venga a scegliere cornici colorate per le foto insieme a me.

Che metta l'insalata nel cestino del mercato.

Con cui leggere sommersi nelle coperte della domenica mattina, ognuno un suo libro del cuore...

Con cui prendere un aperitivo alla fine di una giornata di lavoro...

Voglio incontrare qualcuno, che vada ad incastro con la mia vita e con il mio cuore

Che non abbia bisogno di me nella sua vita, ma di cui io abbia bisogno nella mia.

 

Fino ad allora. Sto bene da sola. Ed il futuro non mi fa paura.

 

Forse allora si, siamo un po’ sado Anne. Ma si dice che tra il dolore ed il piacere il confine sia quasi impercettibile.

Vorrei darti la pazienza di aspettare.

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giovedì, 30 ottobre 2008, 13:18

Daddy: “allora cosa fai questo weekend?”

Me: “mah….c’ho un paio di feste di Halloween, ho anche un trav….”

Daddy: “ma sei matta???? Esci ad Halloween???? Guarda che succedono cose pericolose ad Halloween!!!!”

Me: “ scusa daddy, ma in che senso succedono cose pericolose?”

Daddy: “eeeeh, guarda quella ragazza inglese l’anno scorso a Perugia… diventano tutti pazzi ad Halloween”

 

Poco poco fatalista il daddy

 

E comunque poi capisco da chi ho preso quando come ieri sera, mi faccio prendere da attacchi di panico e comincio a chiamare tutti gli amici sulla rubrica, come un’esagitata, chiedendo notizie della Becky perché era in ritardo di due ore ed aveva il cell spento.

Io già in lacrime, che m’immaginavo di nero vestita , che ricordavo la nostra grande amicizia, in una chiesa gremita di gente e fiori… quando lei gioviale gioviale si presenta alla porta…. Mi era morto il cellulare, dice. A momenti finiva lei esanime sul mio parquet… a farmi prendere dei colpi cosi…..

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mercoledì, 29 ottobre 2008, 17:43

perchè meglio ammetterlo subito. senza indugi. non fare lo struzzo. nemmeno negare, come quando negava River, in sballo totale, bava alla bocca, abbandonato dietro alle quinte dei concerti, eppur ancora urlava "sto bene sto bene fatemi i cazzi vostri"

io no, lo voglio ammettere. lo devo ammettere.

I Got A Problem

It's Called Shopping

Perchè se anche solo ho valutato (e soppesato per alcuni lunghissimi istanti) l'ipotesi di NON pagare la bolletta del gas perche Questi

orecchini

sono in saldo...

appunto ho un problema

e oggi devo anche fare benzina....cazzo.

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mercoledì, 29 ottobre 2008, 14:26

..." Take Care"

Coz

 

 princess

 

Ma anche...piantala di chiamarmi darling, baby e babes ...

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martedì, 28 ottobre 2008, 19:25

non è male però ascoltare placebo, linkin park, Kings of Leon a palla con l'ufficio deserto

certo se poi considero che son dodici ore che sto col culo posato e gli occhi a palla....

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martedì, 28 ottobre 2008, 10:50

Ma dopo quante uscite una è autorizzata a far capire, velatamente si intende, al di lei pretendente che si è un po’ rotta i maroni di "vedersi per bere una cosa" ed è ora passata alla fase "ma perché non mi porti a cena fuori?”.

 

No perché ad un certo punto vediamo anche di dare un fine pratico a queste uscite (vedi post sotto e la mancanza di fondi e quindi di cibo nel di lei rispettivo portafoglio e frigorifero)

rispondete numerose

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martedì, 28 ottobre 2008, 09:23

Difficile

Anche perché non è successo nulla di straordinario.

Se non il mio spendere l’equivalente di diversi affitti in shopping.

Ma dopotutto mi ero promessa di mettermi a dieta e quindi il tutto rientra nel grande schema delle cose: ora dovrò per forza digiunare data carenza di fondi e quindi perderò peso. Tutto torna.

Ché poi, volendo proprio dirla tutta, ma che me ne farò mai di centinaia di euro di biancheria intima, quando avvistamenti della stessa sul mio bel corpicino burroso da parte di terzi (di sesso maschile, che le amiche non contano) si contano in numero inferiore a quelli di omini verdi con antenne (quest’ultimi, avvistamenti dico, credo siano poi di gran lunga più attendibili e verosimili degli altri, avvistamenti miei, in negligé).

Tre giorni comunque di camminate, non penso di aver mai macinato cosi tanti chilometri in vita mia, volevo rivedermela tutta la mia Milano; e allora vai giù di passeggiate. Il primo giorno mi sono fatta tutta via Moscova, largo la Foppa, corso Garibaldi poi fino in Duomo, passando da Cordusio, ho tirato dritto per il corso, attraversato San Babila e ovviamente sono finita nel quadrilatero, dove poi ho lasciato parte dell’anima nonché dello stipendio del mese prossimo, managgia a Louis!

Serate invece passate con amici, senza nemmeno andare a ballare che faceva caldo ed era bello passare le nottate fuori a chiacchierare e a bere, in piazza (all’arco) che si può bere per strada in Italia, non come in questa selvaggia isola. Milano è bella, ed accidenti a chi dice il contrario.

Mangiate pantagrueliche ma nemmeno una pizza. O un risotto! Una scenata napoletana in una mattina afosa a Milano, ad ottobre.  E il mercato quando apri la finestra. E nemmeno apprezziamo più queste tradizioni. La guida pazza di Edo, quella ormai controllata di Phil, che ora è papà e ha venduto il mitico BMW. I giocatori dell’Inter al Diana. Il parcheggio in mezzo alla strada. I marocchini che vendono le rose e quelli che vendono le scimmie di peluche all’arco (segmentazione? Target diverso?). L’unica lombarda in un gruppo di salentini e campani. Uno stipendio sventolatomi sotto il naso cosi pericolosamente vicino ai 5 zeri. E io dico no. E la carta mi viene rifiutata il giorno dopo, oltre il month maximum spend. Forse avrei dovuto dire di si. Ma anzi no.

Lo ammetto mi manca Milano. O meglio: ho nostalgia di quando ci vivevo. Ma tante cose sono cambiate. La mia Milano è cambiata. Io sono cambiata. Se avessi detto si, sarei tornata per Natale. Ma non è ancora il momento giusto. Lo sarà, ma ancora è presto. Tanto Milano mi aspetta.

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mercoledì, 22 ottobre 2008, 17:53

Ufficio deserto

Io alla mia scrivania. A cercare di capire quante cacchio di barrette venderò l’anno prossimo (no laughing matter: provate voi a fare dei calcoli, con motivazioni plausibili ed in qualche modo scientifiche, su quante barrette la popolazione inglesi tra i 12 ed i 16 anni consumerà nel 2009)

La mia collega seduta alla sua di scrivania

Che è di fianco alla mia

Attaccata

Ora … È più di mezz’ora che sta parlando (di lavoro, ma comunque parlando) con un’altra collega seduta di fianco a lei

Con tono normale

Nemmeno fa lo sforzo di abbassare la voce

 

Ora la strangolo

Infilandole in gola una delle sopra citate barrette

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mercoledì, 22 ottobre 2008, 16:53

[…] Scusa ma dove abita questa? Seeeeeee…Papiniano, come no! […]

[…] Ma almeno una stanza tua per dormire ce l’hai? […]

[…] ma a che ora arrivi domani? Ma ce l’hai qualcuno che ti viene a prendere? […]

[…] vedi di farti almeno vedere sabato che la mamma&papà scendono a Milano[…]

[…] ma non dovevamo andare a cena fuori? Non hai organizzato ancora nulla? […]

[…] oh, guarda che fa freschino a Milano, portati il capottino[…]

[…] dimmi a che ora passi da casa a prendere il pacchetto per te […]

 

No, non è mia mamma.

Solo mia sorella minore

 

Presto sarò orfana se non la pianta

 

Ma l’hanno capito i miei che questo wkend, che mi è costato il culo, me lo voglio passare con le amiche, E BASTA?!

E mollatemi l’anima !!!

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mercoledì, 22 ottobre 2008, 13:08

Perché forse è anche vero che io me la gufo da sola, ma nel momento stesso in cui ho inviato le due e-mail, in qualche modo ne conoscevo già la risposta che, SIMULTANEAMENTE, avrei ricevuto da entrambi i destinatari.

“possiamo vederci alle 18?” (uno in Moscova e uno in Magenta)

 

ecc’allalà

 

e mò?

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Utente: babynestle
Nome: Claudia
Chi sono...? la mia filosofia di vita è centrata sul bere, mangiare e dormire. Mio principale obiettivo è divertirmi e speed up through life. Ora immigrata, catapultata in un lavoro più impegnativo di quanto potessi mai immaginare di fare. Dovunque vada, vivo in centro. Abituata e cresciuta da principessa, mi adatto ad uno stipendio da dama di compagnia.

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